
Il Decreto Sicurezza 2026 e la stretta sui coltelli (soglie 5-8 cm)
Il problema:Il quadro legale sul porto dei coltelli è cambiato più negli ultimi mesi che nei vent'anni precedenti. Chi porta abitualmente un coltello — per lavoro, sport o abitudine — rischia di continuare a comportarsi secondo regole che non esistono più.
Il ragionamento:Il Decreto-legge 24 febbraio 2026, n. 23, convertito con modificazioni dalla Legge 24 aprile 2026, n. 54, ha introdotto due soglie distinte nell'art. 4 della L. 110/1975. La prima: qualunque strumento con lama affilata o appuntita oltre gli otto centimetri, portato fuori casa senza giustificato motivo, non è più una semplice contravvenzione ma un delitto punito con la reclusione — resta però la copertura del giustificato motivo per chi ha una ragione concreta e coerente (un lavoro, un'attività sportiva). La seconda soglia, più severa, colpisce i coltelli pieghevoli a un taglio con lama da cinque centimetri in su, dotati di blocco lama o apribili con una mano — la configurazione tecnica della maggior parte dei coltelli "tattici" o da outdoor oggi in commercio.
Il limite dichiarato:Su questa seconda soglia esiste ancora oggi un margine di incertezza applicativa, riconosciuto dagli stessi operatori del settore, sul confine esatto tra le due categorie. La prudenza, qui più che altrove, conta più di un'interpretazione trovata online — compresa questa pagina.
Rimando:Il Capitolo 2 diL'Arma non Uccideanalizza entrambe le soglie con il testo di legge coordinato. → Scopri il libro in Editoria
Da Chris - Amici delle Divise
Autore della collana Sicurezza e prevenzione

