Estrazione e addestramento: i secondi che decidono l'efficacia

Il problema:Possedere il miglior dispositivo di difesa sul mercato non serve a nulla se, nel momento in cui ti serve davvero, non riesci a estrarlo in tempo.

Il ragionamento:Il numero da tenere a mente è due secondi: il tempo massimo entro cui, in uno scontro a sorpresa, un dispositivo deve passare dalla posizione di riposo alla mano pronta all'uso — coerente con la fisiologia dello stress, che in pochi secondi comincia a compromettere la lucidità necessaria per gesti complessi. Un dispositivo che impiega cinque o dieci secondi per essere estratto — sepolto in fondo a una borsa, chiuso in un cassetto lontano — equivale, nella pratica, a non averlo affatto. La scelta di dove e come portarlo con sé conta quasi quanto la scelta del dispositivo: aggancio a clip, tasca esterna dedicata, punto fisso e costante — portabilità e velocità di estrazione vengono prima dell'efficacia teorica del prodotto. C'è poi un secondo livello, distinto dalla velocità: il gesto stesso va reso automatico attraverso ripetizione — perché nei secondi critici lo sguardo deve restare sull'aggressore, non sul dispositivo tra le mani.

Il limite dichiarato:Questo è il principio. Costruire davvero quell'automatismo — la cosiddetta memoria muscolare — richiede esercitazioni ripetute in condizioni realistiche, non la sola lettura di una pagina.

Rimando:Il Capitolo 4 diL'Arma non Uccideapprofondisce estrazione, addestramento e i criteri per scegliere dove portare il dispositivo. → Scopri il libro in Editoria

Da Chris - Amici delle Divise

Autore della collana Sicurezza e prevenzione